mercoledì 25 febbraio 2009

Pesce fuor d'acqua

oggi parlo della mia schizofrenia urbano e rurale
che già vivo alla baruffa ma in modo più coerente
qui dopo due sole settimane mi rendo conto come le mie scelte quotidiane siano ormai imprescindibili per me
fatico a mandare giù volentieri il cibo che mangiamo, per quanto qualcosa di coerente ai miei principi si trovi, ma sono ospite e perciò non sempre riesco a fare come desidero (ma questo è stata una fortuna per il portafoglio, eh!)

mi sento un po' in una bolla di solo pensiero senza i gesti e le fatiche quotidiane (be'... certi giorni le fa quasi tutte il buon artigiano, quando io esco alle 8 e torno alle 8!), mi sento senza corpo, per quanto sono più sana di mente di una volta e perciò procedo imperterrita,
ma realizzo come tutta questa ricerca e questo lavoro sulle azioni quotidiane abbia dato un senso profondo alla vita e una serenità e soddisfazione che, come sempre accade, scopro pienamente solo ora che ne sono privata, e spero che questo sia augurio per una maggiore calma al mio ritorno, che non è mai abbastanza...

e poi, cosa per me insopportabile, è la folla urbana, non fuori, all'aperto di una Parigi ampia e leggera anche quando grigia, ma dentro, nel sottosuolo, quando verso sera mi tuffo nel fiume di uomini e donne, davvero pare di essere un po' un pesciolino nell'oceano e un po' un'anima persa all'inferno...

ora
mi danno fastidio i luoghi chiusi
mi danno fastidio i luoghi chiusi con tanta gente dentro, mi sento fluire nel mare di gente automatica, rapida e efficiente, eppure persa, privata di identità e di passione, della libertà e dell'incoerenza del momento, della sorpresa... eppure c'è anche lì sotto, è certo... ma non riesco a sentirla...
sento gli odori, respiro i respiri di troppa gente, e forse anche i loro pensieri, e
quando rientro che è ormai sera (e per fortuna non devo farlo tutti i giorni) sento un principio di mal di gola, allora mi affido alle api e a qualche trucco per ritrovare un po' di aria pura...

sarà un po' dura, ancora un mese e mezzo.

Ma per fortuna il tempo è uno scherzo.

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