giovedì 26 febbraio 2009

Post nostalgico - cosa c'entra un armadio?

Come ho già scritto, la nostalgia è prevalente, forse aiutata da questa aria grigia (non a caso hanno come termine metereologico la "grisaille", quando non è solo nuvolo ma proprio grigio...). Nostalgia per l'artigiano, certo, e per le bestiacce, ma per la Baruffa tutta, che l'altro giorno è apparsa dentro e intorno a me, imperiosa e nitida, per le abitudini di vita e le piccole scelte quotidiane, per la relazione con il mondo naturale e il riconoscimento di reciproca dipendenza che questo luogo rappresenta, e la ricerca di radicamento per riscoprire il legame con la terra...
Sarà un po' lungo a passare, Marzo, e non mi dilungo in lagne e lamenti inutili, ma concludo con questa foto, che voi direte, cosa c'entra con questo, coi paesaggi dell'anima, cosa c'entra un armadio?
C'entra perché presa da questi sentimenti che non sono solo nostalgia di un luogo o di persone-cose-animali, ma nostalgia di un modo di vivere e di un senso, nostalgia dello spirito del luogo come scelta di dedizione, nostalgia delle (poche) volte che riesco ad andare a prendere l'autobus a piedi e di quelle (ancora meno) in cui non devo quasi correre...
E quindi veniamo al nostro armadio, questo era l'armadio della mia bisnonna Clementina e del bisnonno Ioffa adl' Munarén (Giuseppe detto Ioffa, figlio del mugnaio... che mi sono sempre domandata perché poi non abbia fatto il mugnaio pure lui?). Armadio che ha passato decenni in cantina da mia nonna e ora un paio d'anni fuori coperto da teli di plastica e appoggiato su dei mattoni per salvarlo un po' dall'umidità, in attesa del laboratorio e quindi del suo restauro... E così quando ho visto la foto, con tanto di Maya di fianco, quasi mi commuovo! Ecco qui perché la nostalgia in un armadio!


Going to the city...


Waiting to come back to Real life!

Ris-post. Parole vanno e vengono... e sempre al posto giusto

Questo post riprende e risponde al precedente, 25.02 "Pesce fuor d'acqua"...
rispetto alla follia della folla della metropolitana all'ora di punta...
La risposta è arrivata da sola, come spesso succede
<<Non prendete la metropolitana, prendete il potere!>>

Ho trovato le parole raccolte da una attivista silenziosa e sognatrice che, per quanto ho visto e sentito io, comunica perché sente l'esigenza di farlo, senza promuovere nessuna causa in particolare, ma un po' tutte le battaglie attual, e, per quel che ho visto, senza parlare, come l'etichetta della metropoli contemporanea richiede... poi immagino che su richiesta lo faccia volentieri... io ieri non me lo sono concessa, anche perché il francese veramente mi stanca...

E così
sempre parole viaggiano senza tregua
e noi le prendiamo e le cambiamo di posto, le scambiamo a destra a manca,
e chiamiamo il filo che le unisce
esclusivamente soggettivo
senso.

Meno poetici i 25 minuti di fila per entrare alla biblioteca del Centre Pompidou...
Ma non è sempre così, no... è che qui è periodo di esami...
Che fortuna!

mercoledì 25 febbraio 2009

Pesce fuor d'acqua

oggi parlo della mia schizofrenia urbano e rurale
che già vivo alla baruffa ma in modo più coerente
qui dopo due sole settimane mi rendo conto come le mie scelte quotidiane siano ormai imprescindibili per me
fatico a mandare giù volentieri il cibo che mangiamo, per quanto qualcosa di coerente ai miei principi si trovi, ma sono ospite e perciò non sempre riesco a fare come desidero (ma questo è stata una fortuna per il portafoglio, eh!)

mi sento un po' in una bolla di solo pensiero senza i gesti e le fatiche quotidiane (be'... certi giorni le fa quasi tutte il buon artigiano, quando io esco alle 8 e torno alle 8!), mi sento senza corpo, per quanto sono più sana di mente di una volta e perciò procedo imperterrita,
ma realizzo come tutta questa ricerca e questo lavoro sulle azioni quotidiane abbia dato un senso profondo alla vita e una serenità e soddisfazione che, come sempre accade, scopro pienamente solo ora che ne sono privata, e spero che questo sia augurio per una maggiore calma al mio ritorno, che non è mai abbastanza...

e poi, cosa per me insopportabile, è la folla urbana, non fuori, all'aperto di una Parigi ampia e leggera anche quando grigia, ma dentro, nel sottosuolo, quando verso sera mi tuffo nel fiume di uomini e donne, davvero pare di essere un po' un pesciolino nell'oceano e un po' un'anima persa all'inferno...

ora
mi danno fastidio i luoghi chiusi
mi danno fastidio i luoghi chiusi con tanta gente dentro, mi sento fluire nel mare di gente automatica, rapida e efficiente, eppure persa, privata di identità e di passione, della libertà e dell'incoerenza del momento, della sorpresa... eppure c'è anche lì sotto, è certo... ma non riesco a sentirla...
sento gli odori, respiro i respiri di troppa gente, e forse anche i loro pensieri, e
quando rientro che è ormai sera (e per fortuna non devo farlo tutti i giorni) sento un principio di mal di gola, allora mi affido alle api e a qualche trucco per ritrovare un po' di aria pura...

sarà un po' dura, ancora un mese e mezzo.

Ma per fortuna il tempo è uno scherzo.

martedì 24 febbraio 2009

Percy e Louise Schmeiser a Bologna!!

copio e incollo, molto interessante!

GLI OGM COME NON VE LI AVEVANO MAI RACCONTATI
4 GIORNATE A MILANO, BOLOGNA, FIRENZE E ROMA ORGANIZZATE DA ECOR
NATURASÌ, COOP, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI, COMMISSIONE
INTERNAZIONALE PER IL FUTURO DELL’ALIMENTAZIONE E DELL’AGRICOLTURA,
CON LA COLLABORAZIONE TECNICA DI FEDERBIO E ASSOBIO

Percy e Louise Schmeiser sono una coppia di anziani
agricoltori del Saskatchewan (Canada).
Nel 1998 nei loro campi sono state trovate piante di
canola (la colza da olio canadese) geneticamente modificata
per la resistenza all’erbicida Round Up.
Infastidita dall’evento (da decenni selezionava proprie
varietà di alta qualità e resistenti ai forti venti che spazzano
le prairies canadesi), la coppia si attendeva scuse
e una qualche forma di indennizzo.
Al contrario, si è vista chiedere da Monsanto 120.000
dollari per la violazione del brevetto di cui la casa biotech
è titolare esclusiva.
La causa, con ingenti spese legali per i due plurisettantenni
(con figli e nipotini, del tutto privi del phisique
du role dei contestatori), si è trascinata per anni e si è
conclusa nel 2004 con la loro condanna.
(...)
Da allora, la coppia si è impegnata
con passione per la presentazione
della sua esperienza,
ottenendo nel 2007 il Right Livelihood
Award (il premio Nobel alternativo)
conferito al Parlamento
svedese.

LEGGI TUTTO
il volantino, le foto

27 febbraio ore 20,30 Bologna
Ambasciatori, via Orefici 19.
Interverranno l’assessore regionale
all’agricoltura Tiberio Rabboni,
il preside della facoltà di
Scienze agrarie Andrea Segrè, il
presidente di FederBio Paolo
Carnemolla e il responsabile Innovazione
e valori di Coop Italia
Claudio Mazzini.

mercoledì 18 febbraio 2009

Sur le monde de la recherche e le monde en general

Attenzione. Post lungo
Bien, que dir...
sono abbastanza sorpresa e contenta, in gran parte mi aspettavo di trovare un bell'ambiente ma l'incontro con il reale è sempre un'altra cosa dal nostro immaginare...
Ieri sono stata in un'altra sede universitaria (in due mesi visiterò tre università diverse, a Parigi che ne sono una decina!) e una mezza dozzina di biblioteche... c'è da rimanerci sotto! Be', insomma, questo centro è un centro di ricerca nazionale, supermega importante, legato alla Sorbona ma più su ancora, se possibile...
Con una certa timidezza ho superato la porta a vetri supermoderna, in un palazzo antico vicino al Pantheòn, e ho bofonchiato col receptionist (...)
Dovevo incontrare un supermega professore, di cui avevo letto il curriculum sterminato, e con cui la mia tutor francese mi aveva detto di insistere perché poteva essere preso dalle sue cose e quindi sfuggente...
Mi aspettavo dunque un signore attempato e un po' snob, con la giacca e la camicia...
Salgo al primo piano, percorro il pavimento di linoleum verde mela, gironzolo per il pianerottolo pulitissimo dai muri blu e arancioni e trovo lo studio... uno studio grande dove siedono quattro persone... già cosa insolita per me, visto che a S. Giovanni in Monte gli studi dei prof. sono ricavati dalle celle prima dei monaci e poi del carcere, in cui era stato trasformato l'edifico, e ci sono due prof. per studio solo per motivi di sovraffollamento!
Be', mi presento e scopro che il tipo in questione è poco più che quarantenne, è attacato al computer con le sue cuffie (non auricolari) e porta un maglione di lana un po' rustico, quasi fricchettone, subito mi mostra il centro e mi presenta ai vari ricercatori... incredibile!!! da noi, almeno dove sono io, queste cose succedono solo in sogno...
Sono veramente contenta, mi regalano riviste e posso fare fotocopie e stampare gratis, come in tutte le università all'estero c'è l'angolo del caffé e tè dove ognuno se lo fa da solo con la sua tazza...
Questo qui poi è veramente in gamba, diverse persone mi hanno ispirato sintonia, avrei rischiato di avere un debole per questa faccia dove gli occhi, la barba e i capelli hanno lo stesso color nocciola, se non fosse che, come tutti i francesi, ha quella bocca a culo di gallina da cui emette i suoni più orrendi in modo affabile e la pettinatura stile frà Tac (c'ha i capelli che sembrano normali e la calvizie al centro della testa! horrible...)
et j'aime l'Artisan!!!

Ma questo soggiorno stimola altre riflessioni... alcune più terra terra, altre più personali...
Una cosa consolante da un lato, vista l'omologazione dei gusti e degli usi dovuta ai processi globali, è l'identità che ancora conserviamo in Europa da un paese all'altro... Oltre alle diverse abitudini igieniche di cui ho già parlato e su cui è meglio tacere, ho trovato strisce depilatorie pour fort pilusité, ho visto negozio di scarpe pour pied sensibles, ma soprattutto noto (e invidio) che queste francesi hanno la capacità di essere eleganti, femminili e casual tutto insieme, anche nel vestire e nei modi c'è una forte identià, fricchettone o precise queste ragazze hanno un'eleganza e una finezza spontanea... ma poi ripenso al bidet e i dubbi avanzano... ;)
E' poi la stessa finezza della lingua che, pur con questi suoni gutturali e questi versi sgradevoli, mantiene sempre un'educazione, un tono di estrema gentilezza, una voce sommessa...
Insomma, in Spagna mi dicevano che sembravo così educata, non riuscivo a usare i loro intercalari se non dopo un anno, que pasa, tìo (addirittura la Carmen diceca tronco per dire tìo nell'intercalare!), ho imparato ad assumere qui toni rapidi e vivaci, del venga, vamos, anda ya! con le spalle dritte e lo sguardo fiero da ballerini di flamenco, qui invece mi sento veramente molto più tamarra quando cerco di emettere suoni simili ai loro (veramente sto migliorando, ma che fatica!), è stressante mantenere questa gentilezza e questi toni soffusi... è tutto un petit coo cou, un bisou, oh c'est jolie, bonne journée (chi l'ha detto che i parigini sono sgodevoli? qui fanno tutti tanti di quei salamelecchi all'edicola, nei negozi ecc.!) che palle!

Un'altra cosa importante (salto di palo in frasca): dove abito è una zona ricca e, viste anche le leggi dello stato a tutela delle famiglie, molte famiglie hanno anche 4 o 5 figli! ma nonostante le case da favola è bello notare che ci sono delle gran macchine vecchie, ma tipo anche di 10 anni fa o più. Questa è intelligenza... Avrò visto un solo SUV da quando sono qui...

Infine, note personali: la parte vecchia di Marly è tutta a casette basse che mi ricorda un po' Siviglia e Cordoba, il centro, anzi una delle poche case da ristrutturare è proprio di fianco al bar de tapas, e sembra davvero un angolo di Spagna...
ora, così fuori dalla mia vita attuale, e in un'altro paese, mi rendo conto di quanto mi manchi l'Andalusia! ah... mo' ci facciamo un pensierino...
Alpujarra! :)

lunedì 16 febbraio 2009

Mon amour, le bidet. Buchi neri e scoperte linguistiche


Pare strano in questa benedetta ville luimière e in questo paese tanto più avanzato del nostro per il welfare e il benessere dei cittadini che ci sia questo buco nero...
quest'absence du bidet, ancora più assurda per il fatto che la parola abbia questa risonanza francese... e infatti la sua origine è francese!
Da una veloce ricerca in rete sembra che il bidet, inventato in Francia nel Settecento, sia ormai un orpello sempre meno utile e di moda nelle case francesi e soprattutto da parte dei giovani e dei parigini e sia destinato alla scomparsa...
L'altro giorno alla profumeria di un negozio tipo Coin o forse più simile alla vecchia Standa cercavo un balsamo per capelli... sono stata atterrita da una vastità di scelta su scaffali sterminati... tre scaffali di prodotti per lucidare e ammorbidire i capelli... al lino e cotone, alla ciliegia e alle proteine del latte, al propoli e al mango, dopo qualche minuto di sconforto e di vertigine ho optato per uno al miele e burro di karitè, che se mi viene fame dopo la doccia mal che vada mi posso fare un panino...
orbene, per compensare l'assenza du bidet io cercavo fiduciosa le ahimè poco ecologiche salviette intime... orbene NON LE HO TROVATE...
qui si apre un dubbio amletico, di origine atavica, su questi barbari... lasciamolo così, dato per scontato fra queste righe...
Giunta a casa, dalla mia benevola ospite autoctona, ho deciso di affrontare apertamente il problema, pur senza fare commenti troppo espliciti, mi ha confessato che esiste un truc: il guanto de toilette! un semplice asciugamanino cucito a rettangolo che si usa con acqua e sapone...
ma è possibile che nel 2009 non siamo ancora in grado di superare certe differenze culturali?? il microonde e l'mp3 in tutto il mondo e il bidet no?
ca m'embete... (che non credo si dica...)
e poi, mi domando, visto che il bidet pare obsoleto e poco di moda, vogliamo pensare che i giovani francesi si servano di questo guant de toilette, certamente poco alla moda???

Altre scoperte:
la parola omertà si dice come in italiano, e lasciamo ogni commento ai posteri;
esiste un nome di donna col nome di un fiore, Capucine, che anche in italiano si traduce Cappuccina, ma non la conoscevo come fiore e mi immagino una ragazza che il cui nome rimanda in parte a un frate e in parte al noto caffelatte con la schiuma di oridine italica...

Infine, una curiosità, il pavimento dell'appartamento, che è un antico parquet in stile Versailles (e siamo in una casa popolare, ma qui, lo ricordo, siamo in una banlieu de lux), il pavimento, dicevo, è tutto storto, così come le case della città vecchia di Marly, e io con la mia sedia da ufficio che ha le ruote non riesco a stare vicino al tavolo... scivolo giù, in un avallamento! mi faceva ridere.

la prima foto è stata gentilmente concessa da Dimensione Intima, sotto una licenza Creative Commons 2.0 Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.0 Generico

la seconda proviene dai meandri della rete, precisamente da qui

sabato 14 febbraio 2009

Accueil - nouvelles perspectives

Bonjour

nous écrivons de Paris, la ville lumière, de Marly le Roi, vicin à Versaille, où habitez le roi, appunt, et tout la nobiltà, e depuis la Revolution, tous le bottegues des artisans du roi ont été transforméès en restaurantes...
peut etre que pour moi, que son la moglie de l'artisan, été mieu quand il y avait le roi?
peut etre... on ne le sais pas, lo que je sai est que on ne se capisc un cazz, mais la gens est très gentille, chose que non s'èst mai sentit dire da nessun, mais peut etre qu'est parce quoi ici, a Marly, c'est un sobborgue de lux, moi je ve le monstre dans ce post

dopo Marly, paesino di origine secentesca, dove c'è una grande fontana chiamata "abbeveratoio del re" perché ci portava i cavalli, allora bisognerebbe dire "abbeveratoio dei cavalli del re", c'è la foret de Marly, appunt, dalla quel s'arrive directment a Versailles
dove mi hanno detto che vivono ancora i discendenti dei nobili
c'èst encroyable!

comunque, maitenant je vais au lit
bonne nuit
an's capez un caz, mai comci comca vous comprenez mon sentiment d'empasse.

commont vous voiez dans le photo (conl'accent sur la ò!) sono riuscita a riemergere alla Defense, per strappare due foto tra un treno e un altro)

nota di delusione: arrivo a una mega università tutta riunita in un comune limitrofo, aspettandomi chissa quale campus, e aspettandomi che il padiglione Max Weber fosse il più bello degli edifici, nel cuore della cittadella del sapere...
be', l'uscita del metrò era in via di trasformazione, quindi lavori in corso, l'università non era niente di speciale, parlo a livello archittettonico, e il padiglione Max Weber era defilato in fondo al campus vicino alla ferrovia... altro che pilastro della sociologia! e dentro sembrava un insieme di uffici degli anni 70 divisi da pannelli di plastica...
ahi ahi ahi, mai farsi illusioni...
dimenticav
se l'artesan n'ecrit pas sur cette pages pendante deux mois la Baruffe se transforme en Marluffe
me le casin psicosomatic de moi, qu'ecris cette page, c'est commeme
et voilà
c'est bien ca (aussi ils me manquent des caractères très important com la cediglie..
va bon
ca va
ca na marche pas mal
ca me manque un peu
mais c'est pas grave
c'est di pegg
au revoir

Retro-post. Onde e flussi


Un post retrospettivo, perché ora scrivo londano dall Baruffa ma è ancora della valle che devo scrivere.
Acqua. Tanta acqua (eh, ne è passata sotto i ponti... eh!), pioggia, neve, e il Savena è stracolmo, allora un giorno prima di partire, appena di ritorno dalla città, con i libri nella borsa ci incontriamo con Mery Poppins e l'artigiano, la mia agrodolce metà (questo è il soprannome virtuale, mi sembra adatto!), e andiamo a vedere il fiume, perché così pieno non sarà spesso.
E infatti, è pieno e potente.
Ora sono in un appartamento lontano eppure sento ancora quel fluire, e speriamo che aiuti...
Ora in particolare ho un po' mal di mare, sarà il sonno o la stanchezza, o saranno lo spaesamento dopo tre anni di fedeltà e devozione alla Baruffa...

ma siamo in ballo
dunque balliamo
come Tom Sawer e Hucleberry Finn sul Mississippi
che non c'entra niente, se non col fiume, quando con Jim viaggiavano con la chiatta sul fiume.

Qui c'è la Senna
speriamo giunga anche il senno
ma non quello di poi

- PLIN -

domenica 1 febbraio 2009

La Candelora...


Dice mia nonna che "per la Candelora (1 febbraio, o anche la festa celtica Imbolc) dell'inverno siamo fora ma se piove o tira vento dell'inverno siamo dentro"...

Oggi era più o meno così... quindi...

giusto una passeggiata e poi in casa...