mercoledì 27 gennaio 2010

Codex Alimentarius

Pubblico una notizia veramente inquietante di un accordo tra WTO - organizzazione mondiale del commercio - e industrie chimiche e farmaceutiche per controllare i principi nutrivi e le sostanze alimentari. Le grandi aziende dell'agrochimica e dell'industria farmaceutica potranno avere diritto di utilizzare le sostanze nutritive, diritti che verranno negati ai singoli. In pratica tutto quanto è iscritto al Codex è a norma di legge, e tutto quanto è fuori dal Codex risulta fuori legge. Be', al momento sono state catalogate sostanze nocive, più di 300 veleni conosciuti come “additivi alimentari”, riconosciuti così come “sicuri” e che non saranno più segnalati in etichetta. Mentre non sono stati iscritti i principali nutrienti (vitamine, sali minerali, ecc.) che risultano così FUORILEGGE. E' vietato persino parlarne! La questione è piuttosto complicata, per approfondire vedi qui.
Queste notizie inquietano parecchio, specie se le leggi in relazione alla recente notizia della proposta di legge negli Stati Uniti per mettere al bando il biologico, perché non "sicuro", vedi sul blog dei Selvatici.
Specie se parlando con un apicoltore biologico da 27 anni mi dice della sua preoccupazione per la salute delle api, che negli ultimi anni si comportano in modo strano e muoiono in modi strani, per lui, che aveva imparato a conoscerle, sapendo le loro debolezze, mentre muoiono senza motivi apparenti, o almeno incoerenti rispetto all'esperienza di tanti anni di lavoro. E, si stupisce lo stesso apicoltore, che su colture che fino a poco tempo fa non trattavano danno sostanze che, guarda caso, sono dannose per le api.
Le api che da millenni in natura effettuano gratuitamente, spassionatamente e perfettamente le funzioni che tentano di fare oggi con l'ingegneria genetica.

Fanno paura questi pensieri, ma non tanta se il sogno è comunque quello di vivere più a contatto con la natura, di imparare a essere autosufficienti il più possibile, magari in una rete con persone a cui ognuno possa partecipare con i propri saperi.
Di fronte a queste notizie la via dei boschi sembra sempre più allettante, sempre che non ci tolgano anche quelli. Ma credo di più nella forza della Natura e mi auguro che questi avari senza cuore abbiano i giorni contati.
Penso che sia importante informarsi e sapere queste notizie, ma sia importante continuare a credere che possiamo costruire qualcosa di diverso, nuovo, migliore

segnalo anche questo video
e questo sito
www.healthfreedomusa.com

venerdì 22 gennaio 2010

Orti urbani... non solo pensionati

Un'intervista a due giovani che hanno ottenuto un orto del Comune a Bologna (dove di solito gli assegnatari sono in gran parte pensionati)

mercoledì 20 gennaio 2010

Donne pensanti/blog

Un'iniziativa molto interessante, copio e incollo da qui

L’idea:

Cerco donne e uomini che abbiano qualcosa di significativo da raccontare sulla percezione del femminile in Italia. Partendo dalla propria esperienza (non devono essere “casi di successo” ma storie di persone che con il proprio impegno quotidiano cercano di dare un contributo fattivo perché non ci sia un unico modo di percepire la donna italiana) vorrei pubblicare la storia delle donne che:

lavorano, fanno figli, non li fanno, non lavorano perché, hanno scelto di rimanere quando potevano andarsene, hanno scelto di andarsene quando potevano rimanere, sono precarie, non lo sono, hanno subito discriminazione o ne sono vittime oggi.

prosegui quii

domenica 10 gennaio 2010

Surplus

Un altro post in cui metto le mani avanti sulla presenza in questa baruffa virtuale... non è il primo, lo so. Forse è nella mia natura altalenare, forse è nella mia natura mettere troppa carne al fuoco...
Comunque, complice la connessione a internet a 56 k, il superlavoro per finire la tesi di dottorato (finire.. è un po' un eufemismo...), la fine della borsa di studio, un nuovo lavoro per le mani, la necessità di rilanciare l'attività dell'Artigiano (per cui stiamo creando un nuovo blog... a presto notizie!)...
be'... questo spazio di pensieri azzurro-verdi, a volte indaco o violetto, almeno visti dai miei occhi, sarà un po' trascurato... troppe cose, e necessità, come sempre di curare la vita in carne e ossa.

Ma la baruffa rimane, fuori e dentro la testa, e il cuore.
Del resto sono poche le persone che passano di qui, o almeno quelle che lasciano una traccia (che saluto e ringrazio!), e questo mi fa interrogare su cosa voglia io da queste pagine... forse voglio fare solo ordine, e ora sento di farlo in silenzio, o dando voce ai sogni di carne e ossa.
C'è bisogno di ritrovarsi in una spiaggia senza tempo, con un sole mite, e tanto vento, per schiarirsi le idee, rigenerarsi, e disegnare i prossimi passi, progetti e viaggi, sulla sabbia.

Poi alla fine ogni tanto scriverò, anche qui, oltre che ovunque, come sempre, almeno credo.
Nelle foto le spiagge di Cadiz.

venerdì 8 gennaio 2010

Altro anno, altra via

Per cominciare bene l'anno, un consiglio di lettura anche per i più pigri e col braccino corto, agevole e anche gratuito, se preferite (scaricabile dal sito del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

Un breve saggio di Francesco Gesualdi, che invita all'azione. L'ho già segnalato sotto, ma vale la pena spendere qualche parola in più.

Oltre a parlare della necessità sempre più imprescindibile di una "decrescita" nei consumi, nel calcolo del benessere effettuato solo in base al P.I.L. e in genere al denaro, oltre a ricordare le sempre più numerose esperienze di "alternative in atto" da parte di gruppi e singoli, Gesualdi ci invita all'azione. Auspicando l'uscita dalla nicchia, per queste esperienze, che è necessario si mettano in rete per fare "massa critica", per esercitare un effetto su quanti non sentono così impellente la necessità di un cambiamento o, semplicemente, credono di non poter fare niente, nel loro piccolo. Ma la proposta va anche oltre, nell'immaginare la capacità, di questo mondo delle alternative eco-etiche, di proporsi a livello politico (ma non necessariamente come soggetto politico).

In un momento come quello attuale, in cui la crisi finanziaria ed ecologica fanno cedere il nostro modello di società, o per lo meno ne indeboliscono la forza persuasiva, Gesualdi invita a riflettere su come sia possibile uscire da questa situazione con un nuovo progetto sociale ed economico.
Molto interessante la proposta che immagina, in un sistema in cui minori guadagni per lo stato significano meno liquidi disponibili per il welfare, di valorizzare il lavoro "riproduttivo" (cura dei bambini, degli anziani, riciclo e riutilizzo degli oggetti) attraverso il lavoro di tutti.
Facendo qualche esempio: in una società dove non ci sono più fondi disponibili per pagare case di riposo, asili, ecc., né c'è più lavoro sufficiente per tutti, si potrebbe lavorare qualche ora per ricevere un reddito e qualche ora per adempiere a funzioni di interesse collettivo (gestione di asili condominiali, cura condivisa degli anziani, ecc.).
Da leggere assolutamente, per passare all'azione!