venerdì 22 aprile 2011

Statistiche blog

Oggi ho guardato le statistiche del blog, non lo faccio molto spesso, dato che non è che ci sia un traffico su queste pagine che mi dia di che preoccuparmi...

Be', qui è arrivata gente che cercava su Google frasi come

con i piedi al sole e la testa in frigorifero

supporto 3 piedi per testina - ????

c'èst très gentil,mais je ne peux pas cosa vuol dire?


Mah! magie della rete!

P.S. La foto ritrae la Valle dell'Elqui, Cile.

lunedì 18 aprile 2011

La pasta madre è - circa - ANARCHICA!

Riflettevo sulla mia esperienza con la pasta madre, e su come sia ANARCHICA (LEI, oltre che IO). Un agosto di qualche anno fa mio cognato mi chiese di tenergliela ad agosto, mentre era in vacanza (mi ricorda quella canzone degli Articolo 31... Maria Maria... ah ah!). Ed è così che ho cominciato, un mese d'agosto con 40 gradi a panificare con questi benedetti fermenti. All'inizio non è stato facile... un po' per il caldo, un po' perché la lievitazione che mi consigliava era di 5 ore + 3, con un rinfresco settimale, un po' perché mi ostinavo a usare farine super integrali, magari buonissime, ma per il rinfresco non adatte, e che lievitavano pochissimo... per un anno ci siamo mangiati pani duretti ma buoni!
Adesso ci siamo abituate l'una all'altra, io e la Madre Pasta, e nel frattempo lei ha figliato (non riuscivo a gestire il surplus!) e ha contagiato diversi miei amici e... qual è stata la sorpresa?!? dopo qualche tempo ci spieghiamo reciprocamente i vari metodi e trucchi e... OGNUNO FA A MODO SUO! Chi usa la manitoba per il rinfresco, chi aggiunge olio e sale a 2/3 della lievitazione, chi fa lievitare 8 ore + 3, insomma una giostra di possibilità! Io all'inzio ero abbastanza pignola nel seguire le istruzioni ricevute e questa lievitazione (più il rinfresco) mi pesava un po': non è sempre facile trovare 5 ore + 3, una volta a settimana... allora ho iniziato a variare tempi e modalità trovando finalmente il mio equilibrio, basato su piccoli trucchi (i food blogger abbiano pazienza, io sono una che ama andare "a occhio"):
- per il rinfresco bisogna usare una farina leggerina (0, 00, manitoba)
- per il rinfresco la proporzione pasta madre:farina è di 1:1 (es.: 200 g di madre, 200 g di farina)
- per l'impasto per il pane la proporzione è pasta madre:1, farina:2 (es.: 200 g di madre, 400 di farina)
acqua, ovviamente, q.b.
Ma, in generale: meno "madre" si mette più tempo deve lievitare l'impasto! E' semplice. E variabile!

Il mio ritmo settimanale è il seguente:
un giorno a settimana faccio il pane e il rinfresco:
ho (circa!) 200 g di pasta, aggiungo 200 g di farina (bianca/00/manitoba) e acqua e impasto. Metà dell'impasto lo ripongo in frigo, l'altrà metà lo uso per fare il pane, in genere subito, aggiungendo altri 200 g di farina (di solito integrale) e olio (di norma non metto il sale). Faccio lievitare circa 8 ore + 2 cioè dopo 8 ore "smonto" l'impasto e compongo la mia pagnotta, che rilievita un po' (finché non è tornata bella gonfia) prima di cuocere in forno, a 200 gradi per i primi 10 minuti e a 180 per i successivi 20-30 (in tutto cuocerà una quarantina di minuti, ma... divento noiosa se dico....CIRCA!?!). Ci vuole un po' di occhio: l'impasto prima della cottura deve lievitare fino a raddoppiare, mentre per i tempi di cottura dipende da come volete il pane: morbido, croccante... sbruciacchiato quando ve lo dimenticate nel forno!) Dopo circa due giorni la "madre" nel frigo diventa come nella foto, riempie il vasetto. Dopo un giorno o due, a seconda della mia organizzazione, ne stacco una metà (senza fare il rinfresco - così sono riuscita a gestire il surplus!), di solito sono circa 150/200 g e la uso per fare la pizza, aggiungendo il doppio del suo peso di farina (se ho 150 grammi di madre sono 300 di farina) in genere integrale e/o di grano duro, ottima per la pizza, acqua (l'impasto per la pizza lo tengo più morbido), olio (anche qui un po' di più che per il pane). Lievitazione di 8 ore poi stendo nelle teglie condisco e cuocio A 200 G per mezz'ora... CIRCA!!!
Dopo altri 2-3-(4!) giorni riparto con pane + rinfresco.
Per giungere a questo ritmo devo ringraziare la mia amica Carla, non-blogger, che ha variato le istruzioni iniziali e trovato un ritmo molto più intelligente!
Intanto ho scovato un altro blog molto carino, questa volta proprio un blog di cucina, pappa-reale.net la cui autrice ha pubblicato di recente un libro sulla pasta madre, che mi incuriosisce molto!
Insomma, per chi ha voglia di cominciare ma teme l'impegno obbligato... si affidi alla Madre Pasta e troverà il suo equilibrio!

martedì 12 aprile 2011

Tutto cominciò con una tisana di iperico...

Tra i propositi per l'anno nuovo c'era quello di dare un taglio meno intimistico al blog e arricchirlo di informazioni utili, pratiche, ma insomma, in questo periodo sprizzo felicità e tra i vari pori da cui esce uno è questo, quello virtuale.

Forse tutto è cominciato un mesetto fa, quando ho preso ad un mercatino una tisana di iperico... Credo molto nella medicina naturale... ma davvero in quei giorni ho notanto un cambiamento d'umore, in positivo. Ora però la tisana è da un po' che non la prendo, ma l'effetto è rimasto.

Non ho un lavoro fisso, ma sono felice.
Ho l'orto invaso dalle erbacce, tra una verdura e l'altra, ma sono felice.
Ieri le api erano impazzite (per non dire incavolate nere) e sono piena di pizzichi, sono nella fase dove fa ancora male ma sta incominciando pure il prurito forsennato, soprattutto fastidioso nella mano che muove il mouse.
Ma sono felice.
Riduco quindi le attività manuali... così l'Artigiano ha fatto lui l'impasto della pizza, perché la pasta madre richiedeva di essere usata e non si poteva rimandare. E sono felice.

E' primavera, forse è per questo che sono felice.
Ma meglio non farsi tante domande e incrociare le dita, zitti zitti...

Comunque, per rispettare il mio proposito, ho in mente un bel post sulla pasta madre, stuzzicata da alcuni percorsi online.

P.S. la foto l'ho scattata a Bologna in zona San Ruffillo, dove finisce la città e cominciano i colli. C'è una buffa serie di opere d'arte-in-giardino niente male.

giovedì 7 aprile 2011

Faccio cose, vedo ggente

Eh, be', uno dei propositi per l'anno nuovo è quello di sottrarsi ogni tanto ai doveri lavorativi e di autoproduzione darsi alla vita sociale, al di fuori dei soliti canali, per conoscere un po' di persone nuove che facciano cose interessanti.
Fare cose, vedere ggente, appunto.
Domenica perciò parteciperemo a Cosa bolle in pentola?, simpatico pranzo organizzato da La Pillola, primo centro di co-working a Bologna. Si tratta di un momento conviviale in cui cinque progetti selezionati verranno presentati, dai rispettivi ideatori, tra una portata e l'altra, e alla fine i presenti voteranno il progetto vincente, al quale andrà il ricavato della giornata. Ah, dimenticavo, tutti prodotti locali e biologici, a 15 euro. Poi magari racconto com'è andata.

venerdì 1 aprile 2011

Malati per leggere

Una bella ricaduta di influenza (questa primavera non mi risparmia, sarà stato il cambiamento di clima, dall'estate cilena agli zero gradi dei primi di marzo bolognesi), ma almeno ne approfitto per riprendere e avanzare nella lettura di due libri tra i vari sparsi per la casa, tra il comodino e il soggiorno.
Il primo è il famoso Manuale Pratico della Transizione di Rob Hopkins. Di città di Transizione è già un po' che sento parlare e condivido a pieno il progetto, soprattutto per la necessità di un movimento che parta dal basso, visto che le istituzioni e i partiti non sembrano riconoscere la gravità del picco del petrolio e del cambiamento climatico, ma anche per l'impostazione che Rob Hopkins dà, incentrata su messaggi positivi, proattivi, dice lui.
Ossia, in questo momento storico fondamentale che stiamo vivendo la denuncia da sola fa parte di un vecchio ambientalismo che rimane un po' sterile, mentre è estremamente importante "entusiasmare" le persone per gli aspetti positivi che un nuovo sistema potrebbe avere per le persone e le comunità locali, di modo che queste ultime si attivino e si sentano parte del processo di cambiamento.
Tentare di rifondare su base locale l'economia (un processo di trasizione, appunto, non una soluzione chiavi in mano da raggiungere in pochi mesi) significa anche riscoprire le relazioni sociali delle comunità, significa riportare i consumi alimentari e energetici a una dimensione più realistica, più orientata dal comune buon senso (ci sono dati che fanno vedere come tutti i paesi importino ed esportino anche la stessa quantità di merci, in un circolo che pare proprio senza senso). Un libro che denuncia, che fa sentire l'impellenza di agire, visto che il picco del petrolio potrebbe anche essere già stato superato, ma che lascia intuire anche la piacevolezza che questi nuovi mondi locali potrebbero portare con sé.
L'altro, più ameno, è opera di Maria Gabriella Buccioli e si intitola Chiacchiere di giardinaggio insolito, edito da Pendragon. L'autrice è anche la creatrice di un giardino fiabesco, il Casoncello, nei pressi di Loiano sull'Appennino bolognese. In queste pagine racconta la sua passione per l'arte del giardinaggio, la sua particolare visione di questa attività, frutto di un grande rispetto per la natura. Sono ancora all'inizio ma emerge chiaramente una visione molto sensibile ai cicli ecologici, una pratica tutta personale di fare giardinaggio, un senso estetico vivissimo e, soprattutto, l'immagine di un giardino incredibilmente ricco di biodiversità e di vita, anche attraverso le illustrazioni realizzate dal compagno dell'autrice e illustratore. E un grande amore per i gatti... di cui ancora non ho letto nulla, ma in moltissime immagini appaiono questi silenziosi amici...