mercoledì 18 febbraio 2009

Sur le monde de la recherche e le monde en general

Attenzione. Post lungo
Bien, que dir...
sono abbastanza sorpresa e contenta, in gran parte mi aspettavo di trovare un bell'ambiente ma l'incontro con il reale è sempre un'altra cosa dal nostro immaginare...
Ieri sono stata in un'altra sede universitaria (in due mesi visiterò tre università diverse, a Parigi che ne sono una decina!) e una mezza dozzina di biblioteche... c'è da rimanerci sotto! Be', insomma, questo centro è un centro di ricerca nazionale, supermega importante, legato alla Sorbona ma più su ancora, se possibile...
Con una certa timidezza ho superato la porta a vetri supermoderna, in un palazzo antico vicino al Pantheòn, e ho bofonchiato col receptionist (...)
Dovevo incontrare un supermega professore, di cui avevo letto il curriculum sterminato, e con cui la mia tutor francese mi aveva detto di insistere perché poteva essere preso dalle sue cose e quindi sfuggente...
Mi aspettavo dunque un signore attempato e un po' snob, con la giacca e la camicia...
Salgo al primo piano, percorro il pavimento di linoleum verde mela, gironzolo per il pianerottolo pulitissimo dai muri blu e arancioni e trovo lo studio... uno studio grande dove siedono quattro persone... già cosa insolita per me, visto che a S. Giovanni in Monte gli studi dei prof. sono ricavati dalle celle prima dei monaci e poi del carcere, in cui era stato trasformato l'edifico, e ci sono due prof. per studio solo per motivi di sovraffollamento!
Be', mi presento e scopro che il tipo in questione è poco più che quarantenne, è attacato al computer con le sue cuffie (non auricolari) e porta un maglione di lana un po' rustico, quasi fricchettone, subito mi mostra il centro e mi presenta ai vari ricercatori... incredibile!!! da noi, almeno dove sono io, queste cose succedono solo in sogno...
Sono veramente contenta, mi regalano riviste e posso fare fotocopie e stampare gratis, come in tutte le università all'estero c'è l'angolo del caffé e tè dove ognuno se lo fa da solo con la sua tazza...
Questo qui poi è veramente in gamba, diverse persone mi hanno ispirato sintonia, avrei rischiato di avere un debole per questa faccia dove gli occhi, la barba e i capelli hanno lo stesso color nocciola, se non fosse che, come tutti i francesi, ha quella bocca a culo di gallina da cui emette i suoni più orrendi in modo affabile e la pettinatura stile frà Tac (c'ha i capelli che sembrano normali e la calvizie al centro della testa! horrible...)
et j'aime l'Artisan!!!

Ma questo soggiorno stimola altre riflessioni... alcune più terra terra, altre più personali...
Una cosa consolante da un lato, vista l'omologazione dei gusti e degli usi dovuta ai processi globali, è l'identità che ancora conserviamo in Europa da un paese all'altro... Oltre alle diverse abitudini igieniche di cui ho già parlato e su cui è meglio tacere, ho trovato strisce depilatorie pour fort pilusité, ho visto negozio di scarpe pour pied sensibles, ma soprattutto noto (e invidio) che queste francesi hanno la capacità di essere eleganti, femminili e casual tutto insieme, anche nel vestire e nei modi c'è una forte identià, fricchettone o precise queste ragazze hanno un'eleganza e una finezza spontanea... ma poi ripenso al bidet e i dubbi avanzano... ;)
E' poi la stessa finezza della lingua che, pur con questi suoni gutturali e questi versi sgradevoli, mantiene sempre un'educazione, un tono di estrema gentilezza, una voce sommessa...
Insomma, in Spagna mi dicevano che sembravo così educata, non riuscivo a usare i loro intercalari se non dopo un anno, que pasa, tìo (addirittura la Carmen diceca tronco per dire tìo nell'intercalare!), ho imparato ad assumere qui toni rapidi e vivaci, del venga, vamos, anda ya! con le spalle dritte e lo sguardo fiero da ballerini di flamenco, qui invece mi sento veramente molto più tamarra quando cerco di emettere suoni simili ai loro (veramente sto migliorando, ma che fatica!), è stressante mantenere questa gentilezza e questi toni soffusi... è tutto un petit coo cou, un bisou, oh c'est jolie, bonne journée (chi l'ha detto che i parigini sono sgodevoli? qui fanno tutti tanti di quei salamelecchi all'edicola, nei negozi ecc.!) che palle!

Un'altra cosa importante (salto di palo in frasca): dove abito è una zona ricca e, viste anche le leggi dello stato a tutela delle famiglie, molte famiglie hanno anche 4 o 5 figli! ma nonostante le case da favola è bello notare che ci sono delle gran macchine vecchie, ma tipo anche di 10 anni fa o più. Questa è intelligenza... Avrò visto un solo SUV da quando sono qui...

Infine, note personali: la parte vecchia di Marly è tutta a casette basse che mi ricorda un po' Siviglia e Cordoba, il centro, anzi una delle poche case da ristrutturare è proprio di fianco al bar de tapas, e sembra davvero un angolo di Spagna...
ora, così fuori dalla mia vita attuale, e in un'altro paese, mi rendo conto di quanto mi manchi l'Andalusia! ah... mo' ci facciamo un pensierino...
Alpujarra! :)

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