lunedì 20 aprile 2009

Di ritorno alla Baruffa, finalmente

Messaggio un po' di servizio un po' di riassunto...

Mentre da un po' aspetto di trovare il tempo di scrivere un post che faccia un po' il punto sulla finalità presunta di questo blog
oltre l'auto-analisi e lo scarico psicosomatico e alla gestione delle mille identità che nella società complessa ormai viviamo e che noi, fragili, sensibili e abbastanza instabili, nel senso anche del linguaggio della chimica, di particelle che si legano e si slegano rapidamente, potenzialmente creative, certamente anarchiche (un po' come gli omega 3, 6 e 9 che tendono la pelle e combattono le rughe, insomma), fatichiamo a condensare nello spazio-tempo di una singola persona (e forse non solo noi...).

Mentre attendo anche di ritornare un po' alle origini dell'idea che aveva dato origine al blog, di comunicare quanto non rientra strettamente nella ricerca di dottorato, ma che come persona necessariamente mi attraversa e di conseguenza la influenza, di parlare di quelle strade dove vita e "accademia" (o quel che ne rimane) si incontrano e si mescolano, anche se a volte come l'olio e l'acqua

Mentre cerco di riprendere le fila di un discorso rivolto a un interlocutore paziente e immaginario, e sperimento l'esercizio di lasciar correre le dita e i pensieri ad affacciarsi a una finestra, piccola, ma dai vetri molto colorati

Ritorno, anzi ritorniamo, la mia testa volante e le mani salde dell'Artigiano,
nel piccolo mondo quasi antico della Baruffa.
E niente e cambiato, o quasi, a parte i segni della primavera inoltrata, e un gatto che si è fatto attendere diversi giorni, ma la libertà paga il suo prezzo al rischio, e alla fine è tornato, con delle zecche che non venivano via neanche con le pinze, un po' rimbambito e dormiglione, col profumo di stalla. Ma poi è sparito di nuovo. Ma è giovane e bello, rosso, affettuoso e impavido (o un po' poco furbo... esistono opinioni diverse...). E che vada, Arturo, mentre noi speriamo sempre che torni.
Siamo tornati anche ai 56 k e così mi scordo di pubblicare tante foto,
basti questa



E così, siamo tornati e questo poi è un messaggio di servizio un po' personale, per chi ancora non ho sentito e che ci legge, perché nella frenesia della partenza, o forse era un passaggio da compiere, una nuova pagina da voltare, ho anche perso il telefono e mi hanno riattivato la scheda solo oggi, ma i numeri ce li ho copiati sulla carta (tiè!) che avevo avuto uno sprazzo di diligenza e/o di diffidenza, dei mezzi elettronici e/o di me non è dato sapere.

La Baruffa verde, fangosa e lussureggiante, porge i suoi saluti e i suoi omaggi, e se vedete un gatto rosso nei paraggi, lo sguardo perso e il cuore puro, state in occhio,
potrebbe essere Arturo!

giovedì 9 aprile 2009

Lo sgabellino in piazza Maggiore


Un interessante video su ArcoirisTV, sul cittadino-showman che da qualche tempo anima piazza Maggiore.
E' un po' lungo ma interessante, soprattutto per i bolognesi, ma non solo, per chiunque si interroghi su partecipazione, nuovi orizzonti per la politica italiana, oltre la casta.

Artigian, sembra che si possano vedere anche coi nostri miseri 56 k i video di Arcoiris, chebbello!! provaci

mercoledì 8 aprile 2009

Tra parentesi, eppure abbaruffata


In questi giorni ho indossato gli stivali delle sette leghe, sono salita sulla macchina spaziotemporale e mi sono rimescolata i chakra, le sinapsi e i pensieri, per non parlare dei paesaggi. Per non parlare. Mi trovo ora in una grande parentesi, che corrisponde anche all'attuale momento con questo benedetto dottorato, oberata dal solito surplus di informazioni, mailing list, catene di sant'Antonio, echipiùnehapiùnemetta. Le belle notizie, le forme di resistenza alla regola del Capitale, le brutte notizie, le figuracce del nano che ci governa, i black block ai G7, 8, 20 tombola! per non parlare del terremoto. Per non parlare. Questo è un contropost. No energia. La Baruffa, visitata di sfuggita, l'ho trovata verde e in fiore, poi appena supero il surplus anche di attività non assolte in una settimana né di qua né di là, le metterò.
Ma non sono negativa. E' solo che a volte tutto è troppo, in questo "esilio" francese, parola che a volte alcuni non comprendono. Cerco in rete, seguo i fili dei "riabitanti" di monti e valli, degli "ortolani coraggiosi", dei contadini periurbani, degli eco-solidali e decrescenti, ecc. ecc.
TROVO OGNI GIORNO DI PIU'! POSSIBILE CHE QUESTA REALTA' SIA COSI' CONDIVISA SE ANCORA NON CI CONOSCIAMO SE NON A POCHI A POCHI, e quelli come me, con un piede nella terra e una mano aggrappata a un lavoro fantasma, POSSIBILE CHE CI SENTIAMO SEMPRE MENO SOLI E DISPERATI IN QUESTA "CRISI"?
CRISI diceva forse Ivan Illich, ma è poi l'etimologia, vuol dire SCELTA.
A voi l'interpretazione.
Be', l'anarcopost diventa un postpolitico, troppa informazione e poco contatto con la natura forse facilitano questo, non so, tanto l'ho confessato che sono abbaruffata, e a volte sento che i tempi stanno andando più in fretta dei nostri poveri tentativi, eppure non possiamo evitare di tentare. Solo mi domando che ruolo ha in questo la costruzione di sapere. E non piuttosto l'apprendimento dei saperi concreti e quotidiani...
Ecco. Mo' l'esasper-post...
Be', concludo segnalando un nuovo esperimento di social network che potrebbe rivelarsi molto utile per tessere le fila di questo movimento neo-rurale, o agri-culturale (guarda mo', nell'anarcopost saltano fuori anche le definizioni!): bionieri e gli appuntamenti di maggio interessanti per chi condivide questi temi, qui, sul blog di Selvatici.
Chiudiamo la parentesi del pensiero e apriamo quella del fare, speriamo, e gli stivali delle sette leghe sono già lì, tra poco pronti. Per fortuna.

giovedì 2 aprile 2009

La "social card" alternativa

Sul sito dei Bilanci di giustizia" un simpatico e veloce modo per riflettere sui propri consumi, per vedere come risparmiare anche alcune centinaia di euro al mese grazie a una maggiore attenzione ai consumi. Probabilmente sono cose gia' note (e che molti attuano gia' non tanto per ragioni ecollogiche ma per necessita'), ma e' carino vedere come, attraverso accorgimenti e scelte anche ecologicamente giuste, possiamo risparmiare. Calcola la tua social card alternativa.

P.S. per gli amici all'estero: una delle ultime brillanti idee del nostro governo e' stata di dare 40 euro su una "social card" (una carta ricaricabile, immaginate la burocrazia per orttenerla), per i pensionati con la minima e altre non meglio identificate categorie di "nuovi poveri" per aiutarli... 40 euro al mese...