sabato 5 settembre 2009

Dalle parole ai fatti?


Il post dell'amico Fil mi ha fatto pensare nuovamente a una questione. A come sia sempre più diffusa la percezione che le cose non funzionino, non solo nel nostro paese, ma nel complesso su questa sfera sospesa nell'universo su cui tutti poggiamo i piedi.
Di certo condivido, ovviamente, la necessità della denuncia, però mi sembra indispensabile, a questo punto (e sono molto d'accordo con i primi commenti al post), dare voce, spazio e fare circolare quanto più possibile le esperienze positive che di fatto esistono già, e numerose anche nel nostro paese, che sono in grado di dimostrare con i fatti oltre che con le parole, che un altro mondo è possibile.
Bisogna ricordare che la comunicazione ha un valore (che gli esperti del campo chiamano “performativo”), cioè aumenta la verità di quello che si dice.
Ne abbiamo un esempio fin troppo chiaro nel nostro paese: il nano plastificato che sta al governo manipola sondaggi, gestisce oculatamente televisioni e stampa, dice che vince e, guarda che caso, vince.
Così mi sembra molto importante, se è vero che ci troviamo a un punto di svolta per la nostra società balenga, riprodurre, a parole e coi fatti, la possibilità di un'alternativa.
Anche perché molto spesso lamentarsi serve solo a sfogarsi e poi a continuare tutto come prima, mentre le alternative ci sono. Ognuno è può essere da subito l'alternativa.

A questo proposito si legga questo articolo di
Francesco Gesualdi
Come progettare un nuovo modello sociale?
da Carta n. 24 [3 luglio 2009], p. 64

Gesualdi, tra i primi a portare il consumo critico in Italia, che col Centro Nuovo Modello di Sviluppo ogni anno cura la Guida per il consumo critico, nota che “siamo pochi e sempre gli stessi”, facendo riferimeno a quanti lavorano per promuovere un'alternativa.
Io credo che oggi, invece, siano molte di più rispetto a qualche anno fa le persone che desiderano e cominciano a portare nella propria vita un cambiamento, che hanno compreso come sia giusto comportarsi perché la società arrivi a un nuovo modo di vivere, ma magari non c'è una rete che tesse le fila tra queste persone, non sono ancora a conoscenza l'una dell'altra. Tuttavia molte reti ci sono già, molti hanno iniziato diverse attività al riguardo, tutto sta a smettere di lamentarsi e basta (per carità, la denuncia è necessaria, sempre) e cominciare a tirarsi su le maniche, e parlare con la gente.
Forse questo possiamo fare, ciascuno di noi, a partire da qui e ora.
Partecipare ed essere il cambiamento.

Altrimenti le parole da sole non servono.

Aggiungo una modifica, a posteriori, ho visto ora sul blog dei Selvatici che non guardavo da qualche giorno, vista la connessione ballerina... anche lì, prorpio negli ultimi post, molte suggestioni al riguardo, come sempre.

Nessun commento: