sabato 13 dicembre 2008

Pioggia, "Onda" e melma. Guerriera urbana vs. lottatrice nel fango (rurale)


MEGLIO LA RIVOLUZIONE O L'EVOLUZIONE?

Ieri - 12 dicembre - sciopero generale. Vago per Bologna per svolgere le mie faccende, lavoro, posta, commissioni varie, con una bicicletta in prestito, e apprezzo la libertà, cosa rara da pendolare con bus o treno...
Piove quella pioggia fitta e persistente di pianura padana... la libertà è bella... ma è difficile riuscire a goderne, mentre i taxisti, il traffico e gli autobus ti mettono i bastoni tra le ruote...
La pioggia invece mi piace, sulla faccia, mentre vai, è peggio l'umidità che si insinua nelle ossa mentre stai ferma...
Incontro l'"onda" studentesca, il corteo di lavoratori, penso di aggregarmi alla manifestazione... ma l'alternativa è recuperare una lezione di yoga... opto per l'evoluzione interiore più che per la ricoluzione.
Sono partecipe di quest'Onda, anche se come sempre l'unione delle aspirazioni individuali nell'anonimato della folla mi infastidisce e mi sembra rischiosa, non mi riconosco nella folla anche se mi piace.
Quest'onda mi piace, ha tutte le ragioni e si comporta con giudizio, ma la rabbia di questo periodo è tanta e qua è la si sentono cori o commenti o si leggono scritte che sono troppo piene di rabbia per i miei gusti. Ce l'ho anch'io del resto, quella rabbia, ma cerchiamo di trasformarla... Comunque c'era bisogno che le persone si svegliassero un po', sempre che questo sia sufficiente...
E così, di nuovo fuori città, finalmente, e dopo yoga doccia bollente, cibo, e poi qualche momento piacevole/doveroso con gli animali, per tornare all'aperto e godere, dal caldo di vestiti finalmente asciutti, della valle piena d'acqua aeriforme. Non fa tanto freddo, e anche l'inverno è bello, mi piacciono tutte le stagioni. Oggi siamo in una grande nuvola grigia, che prende tutta la valle, pioggia costante, nebbia che cede al peso di gocce troppo grosse e piove a terra... Il fango in cui siamo immersi, causa lavori, è più viscido che mai. Indosso stivali troppo grandi perché non trovo i miei, i cani fradici e impassibili anche se un po' mogi mi accompagnano su per il pendio infido per giungere dalle oche, galline e caprette, che aspettano cibo. Mi godo il momento. Questa è la mia rivoluzione. Silenziosa, potente, almeno per la mia evoluzione, anche se ancora c'è tanto da fare, mi arrampico su per il pendio per prendermi una ventina di minuti di vita tridimensionale prima di rimettermi al lavoro al computer... ma lo stivale è troppo grande, affonda nel fango, e ci rimane, mentre il mio piede segue la gamba che è "troooppo avanti". Il piede e le mani nel fango gelido.
mi tolgo il calzino esterno, per fortuna ne ho due paia., recupero lo stivale, appoggio il calzino su un albero, e procedo imperterrita...
ma i miai venti minuti di ricerca di pace diventano gelidi e anche un po' arrabbiati, anche se ci ridiamo su...

questo è il proprietario dei grandi stivali... il re del fango

2 commenti:

w(°v°)w ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
w(°v°)w ha detto...

diverses voies, vieilles ou en veille, deci delà;
http://www.scribd.com/doc/2158089/Elisee-Reclus-Evolution-et-revolution
http://sortirdeleconomie.ouvaton.org/sde-n2.pdf
http://4.bp.blogspot.com/_5f6Y-KMtpYU/R3Qd0YnYJYI/AAAAAAAAAaw/psGNWKCfQt4/s1600-h/aimants.jpg

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