venerdì 1 aprile 2011

Malati per leggere

Una bella ricaduta di influenza (questa primavera non mi risparmia, sarà stato il cambiamento di clima, dall'estate cilena agli zero gradi dei primi di marzo bolognesi), ma almeno ne approfitto per riprendere e avanzare nella lettura di due libri tra i vari sparsi per la casa, tra il comodino e il soggiorno.
Il primo è il famoso Manuale Pratico della Transizione di Rob Hopkins. Di città di Transizione è già un po' che sento parlare e condivido a pieno il progetto, soprattutto per la necessità di un movimento che parta dal basso, visto che le istituzioni e i partiti non sembrano riconoscere la gravità del picco del petrolio e del cambiamento climatico, ma anche per l'impostazione che Rob Hopkins dà, incentrata su messaggi positivi, proattivi, dice lui.
Ossia, in questo momento storico fondamentale che stiamo vivendo la denuncia da sola fa parte di un vecchio ambientalismo che rimane un po' sterile, mentre è estremamente importante "entusiasmare" le persone per gli aspetti positivi che un nuovo sistema potrebbe avere per le persone e le comunità locali, di modo che queste ultime si attivino e si sentano parte del processo di cambiamento.
Tentare di rifondare su base locale l'economia (un processo di trasizione, appunto, non una soluzione chiavi in mano da raggiungere in pochi mesi) significa anche riscoprire le relazioni sociali delle comunità, significa riportare i consumi alimentari e energetici a una dimensione più realistica, più orientata dal comune buon senso (ci sono dati che fanno vedere come tutti i paesi importino ed esportino anche la stessa quantità di merci, in un circolo che pare proprio senza senso). Un libro che denuncia, che fa sentire l'impellenza di agire, visto che il picco del petrolio potrebbe anche essere già stato superato, ma che lascia intuire anche la piacevolezza che questi nuovi mondi locali potrebbero portare con sé.
L'altro, più ameno, è opera di Maria Gabriella Buccioli e si intitola Chiacchiere di giardinaggio insolito, edito da Pendragon. L'autrice è anche la creatrice di un giardino fiabesco, il Casoncello, nei pressi di Loiano sull'Appennino bolognese. In queste pagine racconta la sua passione per l'arte del giardinaggio, la sua particolare visione di questa attività, frutto di un grande rispetto per la natura. Sono ancora all'inizio ma emerge chiaramente una visione molto sensibile ai cicli ecologici, una pratica tutta personale di fare giardinaggio, un senso estetico vivissimo e, soprattutto, l'immagine di un giardino incredibilmente ricco di biodiversità e di vita, anche attraverso le illustrazioni realizzate dal compagno dell'autrice e illustratore. E un grande amore per i gatti... di cui ancora non ho letto nulla, ma in moltissime immagini appaiono questi silenziosi amici...

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