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martedì 10 maggio 2011

La Baruffa sono io

Ci scusiamo per l'inconveniente (per quei pochi e misteriosi visitatori di queste pagine). Le trasmissioni riprenderanno al più presto. In questo o altri luoghi che esistono solo nei sogni o in embrione.
Al momento troppa vita per le mani. Ieri l'altro sera la bufera ha portato via molti pensieri, altri se li è presi per fortuna la roccia dura. L'orto vuole l'uomo morto (ma la notte no!), io imparo l'arte ma non la metto da parte.
Potrei raccontarvi di riso basmati con formaggio di montagna e fiori di aglio selvatico, orme del passaggio dell'amico E.J. Avventura. Potrei raccontarvi dei ritorni adolescenziali, della voglia a trent'anni di essere sempre la stessa, di continuare a divertirsi come ode alla vita, della non paura del futuro, dell'attesa del futuro diverso che è già qui, nei suoi embrioni, della mia vena anarchica che torna fuori allegra e urlante, e non a tutti piace. Del desiderio profondo di indipendenza, di essere fedeli unicamente a se stessi.
Potrei raccontarvi di emozioni, idee, sogni, progetti, persone, potrei parlarvi del profumo di fiori d'acacia, che anima la primavera, delle frittelle e del miele, oppure del suo essere infestante, latente, maglia imperterrita di radici e pensieri che non si tolgono dal sottobosco dello spirito, fiori profumati su un legno bastardo da segare che bruciamo nel camino perché un discreto compromesso tra qualità e prezzo. E poi sono anche contenta di non sacrificare roveri e roverelle al mio egoismo invernale per scaldarmi.
Ora la baruffa sono io, e il mondo virtuale può aspettare. Quello che è certo è che amo il vento e il cambiamento, e abbraccio tutta la vita, i fiori profumati, il legno bastardo che si spezza, il miele e le infestanti. Love. E solo e sempre rock contadino.

martedì 12 aprile 2011

Tutto cominciò con una tisana di iperico...

Tra i propositi per l'anno nuovo c'era quello di dare un taglio meno intimistico al blog e arricchirlo di informazioni utili, pratiche, ma insomma, in questo periodo sprizzo felicità e tra i vari pori da cui esce uno è questo, quello virtuale.

Forse tutto è cominciato un mesetto fa, quando ho preso ad un mercatino una tisana di iperico... Credo molto nella medicina naturale... ma davvero in quei giorni ho notanto un cambiamento d'umore, in positivo. Ora però la tisana è da un po' che non la prendo, ma l'effetto è rimasto.

Non ho un lavoro fisso, ma sono felice.
Ho l'orto invaso dalle erbacce, tra una verdura e l'altra, ma sono felice.
Ieri le api erano impazzite (per non dire incavolate nere) e sono piena di pizzichi, sono nella fase dove fa ancora male ma sta incominciando pure il prurito forsennato, soprattutto fastidioso nella mano che muove il mouse.
Ma sono felice.
Riduco quindi le attività manuali... così l'Artigiano ha fatto lui l'impasto della pizza, perché la pasta madre richiedeva di essere usata e non si poteva rimandare. E sono felice.

E' primavera, forse è per questo che sono felice.
Ma meglio non farsi tante domande e incrociare le dita, zitti zitti...

Comunque, per rispettare il mio proposito, ho in mente un bel post sulla pasta madre, stuzzicata da alcuni percorsi online.

P.S. la foto l'ho scattata a Bologna in zona San Ruffillo, dove finisce la città e cominciano i colli. C'è una buffa serie di opere d'arte-in-giardino niente male.

venerdì 25 marzo 2011

Rock Salt

Come sempre la vita è un buffo intrico, anche per questo siamo abbaruffati, voglio dire che il toponimo del posto che ci ospita, la Baruffa, rispecchia a pieno il nostro spirito. Ok, il mio spirito. Ho una certa tendenza a sentirmi plurale.

Rock Salt sale di roccia ricevuto in regalo dall'Oriente da un caro amico.

Rock Salt, casualmente, un nuovo carattere per i titoli di questo blog.

Un rinnovato carattere per questo blog. Buoni propositi per il “nuovo” anno, facciamolo partire adesso, che è primavera. Voglia di raccontare, di tessere fili invisibili che accrescono reti di persone, di neuroni, speranze, progetti, pratiche. Voglia di raccogliere, raccontare e scambiare, più pratiche, soprattutto.
L'anima new age è soppiantata, almeno in parte, dalla cara vecchia anima rock, dalla voglia di ribellione, di alternative, di sotto e contro-culture.
E ovviamente
punk
not dead


Rock Salato come l'ingegno, il sale in zucca, la sapienza addirittura vogliamo dire.

Perché oltre a voler raccontare di ecologia, territorio, ecc. ecc., le solite belle parole, sostenibilità, autoproduzione e blablabla, c'è parecchia voglia di raccontare di sudore, di precarietà, di scelte di riduzione, abbracciate sì con spirito ecologico, con desiderio di ricerca dell'essenziale, con calzari francescani ai piedi, o i birkenstock da crucco (tedesco, in bolognese, con tono più o meno affettuoso, ndr) che 15 anni fa ci saremmo vergognati di portare, almeno quelli che come me sono nati negli anni Ottanta.
Scelte belle, ricche, anche solo di relazioni, di coraggio, di fiducia in se stessi, di esempi da seguire, pochi ma molto positivi, di chi ce l'ha fatta e ce la sta facendo, di voglia di cambiare il mondo. Ma scelteche spesso sono il frutto faticoso di questi tempi strani, anche un po' amari, pieni insieme di difficoltà e di possibilità.
Voglia di raccontare, anche, di una generazione di “giovani” desiderosi di agricoltura, con una coscienza ecologica, con la testa sulle spalle, con le mani in pasta (madre), ma anche storie di precarietà, di scelte, scelte fatte con gioia, che fanno brillare gli occhi di chi ha una visione alternativa del mondo, della società, ma anche scelte che paiono ancora scomode, ancora “estreme”, ancora difficili, specie agli occhi di chi non capisce, di chi è attaccato al vecchio mondo. E gli altri va be', chissenefrega, ma coi familiari è meno semplice.
E mentre il vecchio mondo muore, e chi a lui si aggrappa è destinato certamente a soffrirci insieme, chi prende la matita e inizia a disegnare il nuovo ha davanti tutta l'impasse del foglio bianco, il giudizio dei critici e del pubblico ma, soprattutto, per continuare la metafora dell'artista, la necessità di sbarcare il lunario.

Be'. Solo per dire siamo tornati, ancora mi do del noi, siamo tornati carichi come una molla e pieni di idee. Mi do del noi perché mi riprometto di lasciare un po' i toni intimisti delle pagine passate, hanno avuto un loro perché, e dare spazio a nuove esperienze, essendo più costante online, avere più tempo per la blogosfera, che è ricca e vivace, e chi vivrà vedrà.

E mentre scrivo, rubando tempo all'orto ed al lavoro (?), il cielo si rannuvola, torna il freddo e si alza il tipico vento della Baruffa.

venerdì 10 settembre 2010

Quando ad avverarsi sono sogni invecchiati - Missing Baruffa very much

Siamo momentaneamente trasferiti allafrontera, sia virtualmente che in carne e ossa, presumibilmente fino alla prossima primavera (italiana).

Siamo qui per scelta, per follia, per convenienza anche economica, per inseguire sogni anche se sono già un po' vecchi, e anche qualche segno, ma questo è Intuizione e non Racconto.

Avete presente, vi è mai capitato, quando vi si realizza un sogno ma voi siete già oltre? E che fate, non lo afferrate, quel sogno? Solo che intanto state già sognando altro, e portate a spasso una nuova ingombrante identità, che fa sentire il suo peso.
E intanto imparate a osservare le cose, imparate la pazienza e la fiducia, mentre gratitudine e sorpresa si mescolano a un po' di timore, come una pigrizia, un disinteresse nel lanciarsi, che qualche anno fa non c'era. Sorta di maturità? Certo che non delegheremo un'altra volta le cure degli animali, la prossima volta, se si parte, si parte insieme, in transumanza.

venerdì 20 agosto 2010

Pensieri di fine estate… un po’ di nostalgia

Qui si respira già aria di fine estate… un periodo già di per sé nostalgico, per me. Ma per noi l’estate finirà ancora prima, tra una settimana, visto che a Temuco sarà ancora inverno quando arriveremo…

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E lo so che sono solo sei mesi, che è un soffio in una vita, che è anche un desiderio che ho sempre avuto, ma mi sento sparire la terra sotto i piedi. Vorrei spiegare agli animali che tornerò presto, anzi, glie lo ripeto spesso.

Intanto mi godo i frutti di un’estate ricca, tra una settimana partiamo e sono ancora dietro a fare marmellate e sciroppi di rusticani, torte con le more, anche se sto svuotando la dispensa… perché dobbiamo partire.

Be’… mentre all’artigiano preoccupa tornare a marzo, visto che teme il freddo e soprattutto il cambio di clima, a me pensare di prendere l’ultimo pezzetto di inverno consola, mi sento meno latitante da questa terra di cui mi sento sempre più parte.

Ora non ho tempo, ma ho discorsi piuttosto seri che gravitano nel mio piccolo universo rispetto a questa partenza, e spero di mettere giù qualche idea qui, per metterle in ordine e fare chiarezza anche nella testa. O nel cuore.

Sento la Terra casa nostra, ma lasciare anche per poco questo angolo di mondo mi fa commuovere. Io sono questo alternarsi di stagioni, sono questa terra grigia e argillosa, sono questa estate così verde e fresca.

E’ stata dura, speravo di poter godere di fiumi, laghi, monti, speravo di prendere una pausa prima di partire. Non è stato così, ma è stato ricco, grazie anche agli amici che ci hanno visitato.

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Tornerà ancora autunno, ancora inverno, ancora primavera, ancora estate, alla Baruffa.

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sabato 8 maggio 2010

Delirio e stanchezze

Tanti giorni che non scrivo...
Roma, le giornate di Genuino e Clandestino, belle, a parte il viaggio, divertente ma troooppo lungo,
e poi Argo, uno dei cani, che si autoavvelena mangiandosi un isolante che era nella sua cuccia da anni... ma per fortuna ha portato a casa la buccia!
e poi Arturo, il gatto più duro, con un'infezione sulla faccia a causa dei suoi combattimenti primaverili in cerca di gatte...
e poi le api che per la prima volta sciamano...
e poi la raccolta di erbe selvatiche (che va di pari passo con le ristrettezze economiche...), i trapianti nell'orto (finalmente!) che, com'è noto, vuole l'uomo morto... e chi più ne ha più ne metta...
insomma... sono in burn out!!
e cerco di lavorare al sito dell'Artigiano, perché se lo merita...
mi sa che sarò assente ancora un bel po', o presente con cose rapide e frivole...
...
work in progress...

venerdì 1 maggio 2009

New entry e altre foto...


le APIiiiii!!!
sono arrivate sabato 25 aprile

insieme ad altre caterve di pioggia, ma i raggi di sole si insinuano insistenti.
Così come l'ordine si insinua progressivamente nel piccolo mondo...
Aspettando la fine lavori, la risoluzione dei conflitti, la quiete dopo la tempesta e già che ci siamo anche un altro mondo possibile...

ALCUNE SCENE DI VITA QUOTIDIANA IN UNA PRIMAVERA PIOVOSA E VERDE
chi non mangia in compagnia o è un ladro o è una spia...




Dicono le mucche che l'erba del vicino è sempre più verde... (oltre che da tagliare se il vicino siamo noi...)





dalla cima della montagna... di fango...








il pittore ha dipinto le nuvole sopra la casetta e il paesaggio. punta di cipresso o pennello?



Baruffa lussureggiante saluta, e l'unico anno che avevamo bisogno di un po' di secco l'Italia è entrata ufficialmente nella stagione delle piogge... ma lo spettacolo valeva la pena

mercoledì 8 aprile 2009

Tra parentesi, eppure abbaruffata


In questi giorni ho indossato gli stivali delle sette leghe, sono salita sulla macchina spaziotemporale e mi sono rimescolata i chakra, le sinapsi e i pensieri, per non parlare dei paesaggi. Per non parlare. Mi trovo ora in una grande parentesi, che corrisponde anche all'attuale momento con questo benedetto dottorato, oberata dal solito surplus di informazioni, mailing list, catene di sant'Antonio, echipiùnehapiùnemetta. Le belle notizie, le forme di resistenza alla regola del Capitale, le brutte notizie, le figuracce del nano che ci governa, i black block ai G7, 8, 20 tombola! per non parlare del terremoto. Per non parlare. Questo è un contropost. No energia. La Baruffa, visitata di sfuggita, l'ho trovata verde e in fiore, poi appena supero il surplus anche di attività non assolte in una settimana né di qua né di là, le metterò.
Ma non sono negativa. E' solo che a volte tutto è troppo, in questo "esilio" francese, parola che a volte alcuni non comprendono. Cerco in rete, seguo i fili dei "riabitanti" di monti e valli, degli "ortolani coraggiosi", dei contadini periurbani, degli eco-solidali e decrescenti, ecc. ecc.
TROVO OGNI GIORNO DI PIU'! POSSIBILE CHE QUESTA REALTA' SIA COSI' CONDIVISA SE ANCORA NON CI CONOSCIAMO SE NON A POCHI A POCHI, e quelli come me, con un piede nella terra e una mano aggrappata a un lavoro fantasma, POSSIBILE CHE CI SENTIAMO SEMPRE MENO SOLI E DISPERATI IN QUESTA "CRISI"?
CRISI diceva forse Ivan Illich, ma è poi l'etimologia, vuol dire SCELTA.
A voi l'interpretazione.
Be', l'anarcopost diventa un postpolitico, troppa informazione e poco contatto con la natura forse facilitano questo, non so, tanto l'ho confessato che sono abbaruffata, e a volte sento che i tempi stanno andando più in fretta dei nostri poveri tentativi, eppure non possiamo evitare di tentare. Solo mi domando che ruolo ha in questo la costruzione di sapere. E non piuttosto l'apprendimento dei saperi concreti e quotidiani...
Ecco. Mo' l'esasper-post...
Be', concludo segnalando un nuovo esperimento di social network che potrebbe rivelarsi molto utile per tessere le fila di questo movimento neo-rurale, o agri-culturale (guarda mo', nell'anarcopost saltano fuori anche le definizioni!): bionieri e gli appuntamenti di maggio interessanti per chi condivide questi temi, qui, sul blog di Selvatici.
Chiudiamo la parentesi del pensiero e apriamo quella del fare, speriamo, e gli stivali delle sette leghe sono già lì, tra poco pronti. Per fortuna.