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domenica 13 dicembre 2009

Indiana Brigit...

Una singolare (o forse no...) scoperta, al museo archeologico di Siviglia. Una pietra, come si vede nella foto, usata come capitello o qualcosa di simile, sulla quale è scolpita una figura umana, un volto,

che il museo cataloga come "Cimacio Visigoto del VII secolo", proveniente dalla zona di Siviglia.
Insieme al volto compare un simbolo che da noi in Emilia è associato alle tigelle (oltre che, ahinoi, sui simboli della Lega Nord), ma che risale a tempi molto antichi, alla tradizione celtica e in generale di popolazioni che abitarono queste terre, e soprattutto l'Appennino, dal Medioevo e nei secoli precedenti(si accettano suggerimenti).
Non a caso compare sulle tigelle, come simbolo solare, associato alla lievitazione, all'energia che fa crescere la vita, e si puù facilmente immaginare che avesse finalità propiziatorie.

In questa foto l'abbiamo incontrato a La Scola, bellissimo borgo vicino a Grizzana Morandi.

Ma nell'Appennino tosco-emiliano si ritrovano spesso figure apotropaiche molto simili a quella della foto di Siviglia, qui potete leggere di più, in una pagina del sito del comune di Sambuca Pistoiese. Anch'esse avevano il compito propiziatorio di difendere la casa dagli spiriti maligni. Un'altra foto che abbiamo fatto a La Scola.

Sicuramente la ragione sarà che i Visigoti e i Galli Cisalpini avevano matrici culturali comuni, e quindi costumi e credenze spirituali simili, però fa un certo effetto incontrare in fondo alla Spagna, quasi in Marocco, questi simboli a noi così cari.
E possiamo aggrapparci a questi simboli, che testimoniano la sensibilità e il rispetto per i misteri della Natura, per riconoscersi parte di un'identità comune, al di là delle differenze.

lunedì 25 maggio 2009

Monte Bibele...


Due domeniche fa, credo, o tre, chissà, quando ancora non faceva così caldo, ci siamo presi qualche ora di svago e siamo andati a Monte Bibele, vicino a Monterenzio. Qui qualche centinaia di anni avanti C. Celti ed Etruschi hanno convissuto insieme, cosa che anni fa ho sentito definire come rara, mentre di recente ho sentito che sembra fosse abbastanza diffusa nelle nostre regioni. Il sito era stato già abitato dalla preistoria, da popolazioni di pastori, poi è stato abbandonato e infine tornarono lassù prima gli Etruschi poi i Celti. Dalle tombe sembra che pricipesse etrusche si unirono a questi guerrieri del nord, presumibilmente in cambio di protezione. Insomma la storia si ripete, le donne che offrono i frutti della loro terra e prendono per la gola sti galli che vanno in giro a fare i galli, appunto...
Chissà...
Ma lasciamo a voci e sedi più consone il racconto delle vicende storiche, certo è che il posto è molto bello e pensare a queste vicende lo rende ancora più affascinante. Il castagneto che si vede nella prima foto, poi, risale ai tempi di Matilde di Canossa... anche se sugli alberi si trovano strane scimmie antropomorfe...


giovedì 19 marzo 2009

Nantes: primavera, sole, acqua e... non solo

Lo scorso weekend sono andata a Nantes a trovare la Sorella in erasmus. La città è molto bella, nonostante sia abbastanza sconosciuta a noialtri italiani. A Nantes è arrivata la primavera, abbiamo camminato, camminato e camminato, abbiamo mangiato crepes, baguettes e burro salato. Siamo state al mercato, a passeggio lungo il fiume e a una festa erasmus in una casa con giardino. Un fransé ventenne voleva fare un po' il galletto con me poi mi ha chiesto da quanto ero all'università, faceva i conti sgranando gli occhi, così gli ho detto che avevo quasi 29 anni, mi ha guardato come se fossi un aliena e non è riuscito a continuare la conversazione se non dopo 5 minuti. Però ha semsso di fare il personaggio :)

Nantes è stata completamente distrutta dalla guerra, come Pianoro, ma al contrario di Pianoro, è stata ricostruita in un modo abbastanza intelligente. Si respira quell'aria nordica, tutto pulito e ordinato, traffico sopportabile, solo le baguettes sotto l'ascella e le persone che cantano ricordano di essere ancora in un paese "latino".
A Nantes ci sono due fiumi, la Loira e l'Erdre, e lungo i fiumi tanto verde, quasi boschi in piena città. Anche il campus universitario è vicino al fiume in un parco bellissimo. La sorella è visibilmente contenta, superato l'inverno piovoso nei suoi 9 metri quadri allo studentato, con tanto di mini-bagno in stile aereo Ryanair (di plastica), frigo e pentole, tutto in camera (non si può tenere nulla nella cucina comune).

Abbiamo anche preso battelli e visitato un molo dove i residenti addobbano le case e i giardinetti in modo scherzoso e insolito.


e abbiamo visto germani reali, gli uccelli tuffatori col becco rosso che non so come si chiamano, l'airone e... una nutria, che non sapevamo cosa fosse, all'inizio nel dubbio tra un topo enorme o un castoro, un po' improbabile... la Sorella le ha fatto 200 foto, come una giapponese



Nantes ora è capolugo della "Loira atlantica" ma nel passato è stata capoluogo della Bretagna. Si sentono ancora un po' bretoni, si vedono i segni, a scopo turistico o meno, di questa identità. Anche la Sorella si sente un po' bretone ormai. Non avendo ancora visitato la Bretagna come da progetti ha imparato a memoria la guida Lonely-Planet, disquisisce di cose di Bretagna e beve sidro di mele. Siamo andate anche a vedere l'Oceano, a Pornic. Questo paesino, oggi prevalentemente dedito al turismo balneare, è stato strappato ai vichinghi intorno al 900 d.C. dai bretoni, appunto. La mia fantasia viaggia alle battaglie per difendere un promontorio di roccia, a questi antichi marinai del Nord con la pelle cotta dal sole, la pesca, il sale... uno al mercato ci ha addirittura fatto credere di aver trovato una ricetta vichinga per un sale speziato in cui c'è anche il curry... i vichinghi conoscevano dunque il curry?
Be', a Pornic ci siamo bagnate i piedi nell'Atlantico gelato e abbiamo mangiato moules frites, cozze e patatine fritte, che ci hanno servito in un piatto a forma di conchiglia. Così abbiamo festeggiato questo incontro.

Ciao Sorella!

P.S. In tutti i paesi che hanno reminiscenze celtiche si fa un gran parlare (e vendere) di simboli, leggende, in alcune terre rimane ancora qualcosa delle lingue...
Com'è che questa moda prende così tanto (a me in particolare), per non parlare delle feste celtiche che anche in Italia sono ormai sovraffollate... O magari questi souvenirs e simboli fanno presa su di me, più che altro... Ma mi domando, abbbiamo dunque ancora qualche briciola di quello spirito combattivo eppure profondamente in armonia con la Natura? Può una civiltà, slegata dalle regole della vita terrestre, cancellare così, in qualche secolo, briciola nello scorrere del tempo, una cultura profondamente coerente con la Natura? Esiste una Natura che mantiene in noi acceso questo lumicino, che magari compensiamo consumisticamente acquistando un orecchino, o è dunque tutta Cultura, e quindi intercambiabile? Voi sapete già la mia risposta, quindi se vi piace (s'il vous plait) ditemi la vostra!